MAGICO BHUTAN
December 29th, 2009Inviatomi da Lucio Casetti
Tutti coloro ai quali riferivo che sarei andato in tour per due settimane in Bhutan, mi guardavano male e rispondevano: “In Bhutan?? E dov’è??”
A dire la verità, sino a quel momento neppure io sapevo dove fosse, nè tantomeno nè avevo sentito parlare; non sapevo assolutamente dove si trovasse “il paese delle nuvole” e l’idea, se da un lato mi solleticava perchè mi poneva davanti all’ignoto, dall’altro non mi entusiasmava, non sapendone assolutamente niente.
Acquistai quindi un libro/guida turistica per farmi un’ idea, consultai un altlante geografico e, con le dita incrociate, in data 23 settembre 2009, con mia moglie ed un gruppo di amici di vecchia data (al quale a firenze si aggiunsero due “giovincelle”, la più giovane di 78 anni e l’altra di 84!!), siamo decollati da Firenze,con scalo a Zurigo, proseguimento per Dehli in India e fine corsa a Guwahati, ai confini sud orientali con il Bhutan, dove ci attendeva un piccolo pullman ed una guida indiana parlante italiano.
Prima tappa: Samdrum Jonhkar, distante circa 100 Km da percorrere in circa 3 ore; ciò può dare un’idea di cosa sia la rete stradale bhutanese, data la quasi totale assenza di traffico in tale zona.
Al mattino siamo partiti, in tutta tranquillità, alla volta di Trachingang, percorrendo una strada di montagna piena di curve, stretta e pericolosissima (data la totale assenza di paracarri o simili), ma ci ha regalato scorci panoramici di prim’ordine, con la vegetazione rigogliosissima (foresta pluviale), fiori stupendi in ognidove, piante di rododendri e magnolie alte 20-25 mt. Tutto intorno trasudava di un fascino unico, magico, piccoli villaggi con le loro risaie incastonati, come vere e proprie gemme, nell’immensità di quelle foreste, piante di filodendri (da noi considerate d’appartamento) alte 15-20 Mt, abbarbicate attorno a degli alberi sconosciuti ma enormi; torrenti che sbucavano dietro le curve della strada con cascate alte 50-60 Mt!! Più di una volta mi sono dato un pizzicotto per sapere se stavo sognando!!
Dopo la sosta a Trashingan (con pernottamento non del tutto felice, causa la presenza di “inquilini” non invitati) abbiamo iniziato le visite ai monasteri, caratteristici nella loro architettura particolare (anche se assai simili fra loro), magici per la loro atmosfera di pace e serenità che scaturisce da quei luoghi per loro sacri. Siamo pertanto venuti a conoscenza (tramite la nostra ottima guida locale) della filosofia di vita che anima questo popolo ed essendo stata notata da tutti la notevole presenza di monaci (o aspiranti tali) in giovane età, ci sono state rilevate le ragioni del perchè tanti ragazzi intraprendono la non facile vita del monachesimo.
Fra le mete indimenticabili, voglio ricordare quando ci siamo recati al “Nido della Tigra” monastero posto in cima ad uno sperone di roccia con uno strrapiombo sottostante di circa 900Mt. Situato in un contesto a dire poco stupendo, ci si arriva percorrendo uno stretto sentiero che si inerpica sul monte, regalando scorci panoramici di incomparabile bellezza.
Quando poi ci siamo recati a Punakha, per arrivarci abbiamo valicato un passo montano di circa 4000Mt. di altitudine ed anche in questo posto ho vissuto un’altra esperienza meravigliosa nel notare quanto la natura, se rispettata possa regalarti spettacoli di stupenda bellezza.
Altro piccolo “gioiello”: il festival di Thimphu.
E’ l’occasione, a loro riservata una volta all’anno, per potersi ritrovare tutti assieme per assistere ad uno spettacolo di danze popolari eseguite da monaci-ballerini-funamboli; in questa occasione, la popolazione, di qualsiasi età, indossa i suoi migliori abiti, coloratissimi; così coloro che amanti della fotografia come il sottoscritto, rischiano di “fondere” la loro fotocamera!!
Però ai turisti il significato di tali danze, anche se qualcuno, al proposito, tenta di dare spiegazioni, sfugge del tutto o quasi (fatta eccezione ovviamente del lato puramente estetico) e pertanto non vale la penaa soffermarsi oltre la mezza giornata, soprattutto per coloro che non sono amanti di fotografia.
Il Tour è cosi proseguito con la visita ad altri monasteri, a piccoli villaggi e graziosi paesi più o meno interessanti.
Per il ritorno, siamo decollati della cittadina di Paro, destinazione Dheli, dove ci siamo fermati un intero giorno (ma questa è un altra storia), proseguendo per Zurigo e quindi Firenze.
CONCLUSIONI:
POPOLAZIONE: cortese, molto disponibile ed aperta con i turisti
NATURA: stupenda e molto ben potretta e conservata con i parchi nazionali, ma soprattutto dall’educazione delle persone.
ARTIGIANATO: modesto e quel poco non si è capito bene se proveniente della vicina ed onnipotente India
INFRASTRUTTURE: fatta essezione per pochi casi, sono scarse, non avendo ancora una minima idea di cosa sia “turismo” (egoisticamente dico: per fortuna!!): “Sembra addirittura che non sia di loro interesse!
RETE STRADALE: da incubo; strade strette e con pessima manutenzione fanno in modo da limitare la velocità degli automezzi (non molti per ora) a 30Km\h
CIBO: Di scarsa qualità ed estremamente monotono
ATMOSFERA: sembra di vivere in altro pianeta, in un bel sogno dove le persone sono cordiali, non conoscono lo stress, dove hanno un profondo e radicato rispetto per la natura che li circonda, in qualsiasi manifestazione essa si manifesti
Danno l’impressione di camminare in punta di piedi, tanta è la loro attenzione a non creare inutili rumori, evitando di molestare il prossimo, sia esso umano che animale.
Hanno veramente un invidiabile rapporto con la natura che li circonda, fiumi puliti, foreste ancora intatte, dove chi vi entra dentro, nel tornare indietro, “lascia sul terreno solo l’orma del suo mocassino”.
Noi, acculturati occidentali, vivendo in un’altra dimensione, queste cose ce le siamo scordate e non siamo più abituati ad apprezzare simili spettacoli!!
Lucio Casetti


